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Gara 31 – GIRO OLTRE CONFINE

volantino gara 31 Cascina Combattuta amici torneo podistico 2019

Online i risultati di:
Gara 30- Trofeo O.R.A. country race

Combinata blue depression (gara 25-28)
Classifica rainbow aggiornata
Classifica trasparenza aggiornata


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GIRO OLTRE CONFINE

Le chiatte, una volta che avevano scaricato le mercanzie al porto di Brescia, venivano riportate al porto di Gavardo tramite il lavoro (fatica, sangue, sudore e lacrime) delle “bestie”, buoi e cavalli, i quali, stando sulle due stradine a lato del canale, con le cime legate alle chiatte, tiravano fino a Gavardo. Un tratto di una trentina di km, che erano un supplizio, e riportavano le chiatte al porto di partenza. Le stradine, quella che sta a sx, è servita anche per mettere i binari del treno che passava di li (la stazione di Nuvolera è stata rasa al suolo, quella di Nuvolento, e da li ci passiamo, sta venendo giù, quella di Prevalle è diventata altra attività) Ecco, su quella stradina a sx, ci passiamo per un lungo tratto anche con la gara, ci passiamo al ritorno. Al ritorno perchè ho modificato il giro, l’ho spostato più in campagna e ho inserito una stradina sterrata di campagna, eliminando la stradina asfaltata vicino alla tangenziale. Con questa modifica il giro misura 8km in pacca, dal odometro della bici. C’è da dire che, se il canale del Naviglio deriva la sua portata d’acqua dal fiume Chiese, il Naviglio, a sua volta, alimenta altri canali che vanno a portare acqua nelle campagne circostanti (oltre che alimentare le centrali elettriche che ci stanno)  I più importanti di questa zona sono il canale del Abate, nome perchè canale voluto dal capo dei Frati che stavano al Convento di Nuvolento e il canale della Desa, che porta acqua anche nella zona delle Tre Bocche e di Fenilazzo. Ecco quello del derivare importanti portate d’acqua è stato causa del famoso combattimento tra Bassaioli e Montanari -continua-

GIRO OLTRE CONFINE

Gli antichi romani, da popolo conquistatore, territorio dopo territorio conquistato, distruggevano i simboli del precedente potere mettendo al loro posto, i simboli di Roma Caput Mundi. In questa parte di territorio, oltre all’Antica Strada Gavardina (diventata Gavardina più in la nel tempo, chissà come veniva chiamata prima. Così come la Route 66 è stato il potere dei bianchi a affibbiargli il nome) costruita su un vecchio sentiero. Così come la Pieve di Nuvolento, costruita su vecchio edificio raso al suolo, così come il Monastero di S. Bartolomeo, costruito su altro edificio raso al suolo. Il fascismo ha fatto la stessa cosa nei territori che ha conquistato, imponendo con la forza, tra l’altro, il solo uso della lingua italiana. Stessa cosa degli yankee, che hanno fatto propri i territori conquistati e costruito su terreni che per i nativi del posto erano posti sacri, anche dove avevano sotterrato i loro antenati. Stessa cosa con l’Alto Naviglio, l’spirazione è venuta dal ben più antico e più piccolo canale Rudone. Il canale del Alto Naviglio, era nato per portare acqua a Brescia e da li alla Bassa. In un secondo momento, veniva anche usato come via di trasporto, Brescia si stava ingrandendo, serviva tanto legname. Ecco che, 2+2=4, cosa c’era di meglio? non c’era, ai tempi, trasporto migliore di far arrivare, via flutuazione, il legname e fino a Brescia. Poi, con la caduta dell’Impero Romano, a favore di un governo in mano al Papa e alla Chiesa, la situazione Alto Naviglio è stata sfruttata al meglio, ottimizzata (quelli non solo due più due, quelli sapevano fare anche 4+4=8) Hanno pensato, perchè far arrivare a Brescia, via acqua, solo il legname, perchè non far arrivare anche le altre merci? cosi è stato. L’Alto Naviglio è stato portato a circa dieci metri di larghezza, si sono eliminate le eventuali situazioni che potevano creare ostacolo al transito sull’acqua di piccole chiatte trasporta merci. Il porto di partenza si trovava a Gavardo, ma piccoli scali anche a Nuvolento e Rezzato. Il porto di arrivo della merce si trovava a Brescia nei pressi di via Mantova. La restaurazione più importante che è stata fatta a l’Alto Naviglio è stata e voluta dal Vescovo,  forse il più importante che ha avuto Brescia? il Vescovo Berardo Maggi (ai tempi, i Vescovi comandavano, avevano grande potere, e anche di vita e di morte, ne più e ne meno come quelli del potere che li ha preceduti. Tant’è che il Vescovo di Milano, “dichiarò guerra” al passatempo e al divertimento. Fu quel Vescovo, poi fatto santo, a ordinare la chiusura di tutti i giochi sportivi e anche le Olimpiadi) Però, la Chiesa, da rivoluzionaria che è nata, man mano che rafforzava il suo dominio e potere temporale, diventava sempre più conservatrice, poco incline alle nuove idee (vedi Galileo e la sua, allora, teoria) Cosi, dopo essere stata capace di prendere il posto degli Imperatori, dopo esser stata capace di fare 4+4=8, li s’è fermata. Non ha saputo, anzi, per il motivo espresso prima, non ha voluto fare 5+5=10 (cazzata ispirata da un bel libro, molto datato, con tanto di documenti del tempo, e fatto pubblicare dal Ordine dei Geometri di Brescia) Nel senso che, (stessa cosa della TAV? non domandatemi se sono favorevole o no, lo sapete benissimo da che parte pendo, pendo dalla parte che … meglio che mi fermo, siamo in Italia, però meglio che mi fermo) ai tempi, c’era un progetto molto ambizioso, che ipotizzava una via d’acqua dal lago di Iseo e fino a Senigallia (ai tempi, Senigallia era uno dei porti e degli scali più importanti al mondo, al pari di Venezia Genova e Napoli) La via d’acqua avrebbe dovuto passare anche dal porto di Brescia. Poi, le invasioni di Stati stranieri a comandare in Italia si sono susseguite e nei secoli a venire. Della fantastica visione della importante via d’acqua, logico che ai potenti stati stranieri dava fastidio, per loro, l’Italia avrebbe dovuto rimanere debole. Non si voleva diventasse stato importante, e allo scopo di tenerlo debole, serviva anche smembrarlo e tenere l’Italia in piccoli statarelli, senza un forte esercito e in lotta perenne fra di loro. Questa, la storia del Alto Naviglio, è bella storia che mi affascina, un libro che ho letto tutto d’un fiato. Ritornando che, l’Alto Naviglio, è stato, ai tempi, importante via fluviale di trasporto merci, ma una volta arrivate al porto di Brescia, le chiatte, come facevano a ritornare al porto di Gavardo -continua-

GIRO OLTRE CONFINE

Questo giro, di questa gara, va a fare altro tratto di Antica Strada Gavardina, un tratto da Prevalle a Nuvolento (che ai tempi, ai tempi della costruita strada, non c’era distinzione, era tutto Nebulentum. Il territorio che partiva da sotto Gavardo, nei pressi di Bolina e fino alla Chiesa di Virle e fino al Bettoletto era tutto Nebulentum) Quel posto di una disputa tra “bassaioli” (per me a ragione) e “montanari” (per me a torto) Questa è storia che ogni anno, in occasione di gara alla Cascina Combattuta, storia che ogni anno tiro fuori. Oltre lo storico tratto dell’antica strada romanica, andiamo a fare altro tratto carico di storia antica, un tratto che riguarda anche la storia di Brescia. Ecco, la storia del “combattimento”, di quello racconto in altro momento, ecco, adesso mi ispira la storia del Alto Naviglio, che poi è storia che si intreccia anche col famoso “combattimento”. Il Naviglio, l’Alto Naviglio, come è che nasce? perchè è stato fatto nascere? (con altra gara, andremo poi a fare proprio un tratto nel posto dove nasce il Naviglio) Nell’antichità, il posto ai piedi le Valli del Marmo, era territorio paludoso, l’acqua che scendeva dai monti, scendeva a valle, dopo abbondante pioggia e ristagnava in basso, rendendo questi posti paludosi. In occasione di abbondante pioggia, la risorgiva del Rudone, dove nasce il canale Rudone, (una delle più belle risorgive della provincia, da visitare) l’acqua, uscendo dal terreno, aveva formato un torrente (il Rudone nasce torrente) però, dopo poche decine di metri, disperdeva l’acqua sul terreno, rendendo tutto il territorio ancora più paludoso. Sta di fatto che, i nostri antenati, avevano imparato a coltivare e, avevano imparato e capito che, se si facevano dei canali, l’acqua ci sarebbe finita dentro e portata dal canale, la portavi dove volevi. Con una soluzione, due vantaggi. Uno, che la terra che era stata prima sott’acqua diventava, una volta asciutta (bonificata) diventava la terra più fertile. (al periodo di maggior splendore del posto, ci lavoravano ben n°7 Mulini) Due, che col canale, portavi l’acqua anche in territorio dove scarseggiava, in modo di dar da bere anche a quella terra (irrigare) facendola diventare fertile. Ecco che, gli abitanti hanno scavato un canale che da Paitone arrivava a Brescia. Ognuno tira l’acqua al proprio mulino? i potenti tirano l’acqua al proprio mulino? Brescia era il villaggio più potente, logico che hanno obbligato gli altri villaggi a scavare canale per portare, e comodamente, l’acqua in città. Questo, il motivo che ritengo il canale Rudone (il mio preferito, e per tanti motivi) molto importante nella storia e anche dell’Alto Naviglio. Ovvero, lo spermatozoo che ha dato vita al grande canale de l’Alto Naviglio. Poi, gli antichi romani, oltre che conquistatori, erano anche uomini di grande capacità e anche in ingegneria e non solo militare. Gli antichi romani, hanno fatto presto a fare 2+2=4 Hanno fatto presto a capire che, il canale Rudone poteva essere utilizzato meglio, molto meglio. Hanno fatto presto a immaginare che se si scavava un canale tra il fiume Chiese e il canale Rudone, un canale che derivava l’acqua del fiume Chiese a Gavardo e la faceva confluire nel canale Rudone in territorio di Mazzano, all’incirca dove adesso c’è la Italcementi -continua-

TROFEO O.R.A.  COUNTRY RACE (44 SCATTI)

L’album della gara è stato completato anche con le funny photo di Melania. Da parte di tutti noi scuriosatori, oltre alle due magiche parole, esatto, quelle che dicono: MELANIA GRAZIE, oltre alle 2 parole, ti stampiamo anche 1 virtuale bacio sulla guancia. Le tue funny photo, sono l’anima del dopo gara.

 

TROFEO O.R.A.  COUNTRY RACE

Anche questa è andata, è stata la 30esima gara a esser stata spuntata. Lo scorso anno, 2018, totale gare n°36. Se andiamo avanti di questo passo, quest’anno, arriviamo a più di n°50 gare. Questa cosa del crescere troppo in fretta, non è cosa che mi ispira più di tanto. Eravamo partiti con poche gare e per i soliti 44 gatti, adesso la cosa è andata via via lievitando, non tanto per il numero partecipanti, ma per quanto riguarda il numero delle gare del circuito. Adesso, come adesso, mi ispira di arrivare all’11, ovvero, fermarmi a undici combinate colorate, più la gara finale di Game Over 2019, la gara dove poi ci ritroviamo al Party e con le gambe sotto il tavolo. Ovvero, n°11 combinate colorate sono, esatto, sono n°44 gatti, pardon, quarantaquattro gare, più la n°45, che è gara fuori combinate colorate, che è a tutti gli effetti, l’ultima gara del circuito AMICI TORNEO PODISTICO 2019. La gara dove, dopo la gara ci troveremo alla Festa, e spero che, anche quest’anno, sia bella festa come gli anni passati. Facendo così, fermandoci a n°44 gare delle Combinate Colorate, per forza di cose, siamo costretti a tagliare qualche gara, che vuol dire finire prima della fine di novembre. Se così sarà, (perchè non l’ha ordinato il dottore di chiudere, e obbligatoriamente, a n° 11 combinate colorate. Decidiamo quanto verrà il momento, vediamo dall’andazzo che ci starà) il Torneo Podistico termina con l’ultima gara valevole di campionato, termina con l’ultima domenica di ottobre e, questo vuol dire che la gara della Festa Finale sarà, molto probabilmente, il 3 di novembre. Ritornando alla gara, questa mattina, è stata una bella mattina. Tanti i partecipanti, (per il Torneo sicuro che è bel numero) un bel po’ di sale e se devo dirla tutta, anche un bel po’ di zucchero (venticinque donne). Il sale e lo zucchero, questa mattina, lo hanno portato sul campo gara gli atleti non competitivi, i quali, hanno battuto come numero di partecipanti, hanno battuto gli atleti competitivi 42 a 26. Questo vuol dire: 68 GRANDI GRANDI GRAZIE, di cuore, e rivolto a tutti, sia ai competitivi e sia ai non competitivi. Non metto i nomi dei tanti amici di tempi lontani e che con piacere ho rivisto questa mattina, rischierei di dimenticarne qualcuno? Fiore, ha concesso il bis (da ragazzo quando si andava ai live della tal rock band, finito il concerto non si andava via, si stava li a gridare: Bis, Bis, poi dopo qualche minuto che sembrava interminabile, da dietro le quinte, la band usciva di nuovo sul palco e suonava un’ultima canzone. Poi, capitava che, finito la canzone, andavano dietro nel backstage e noi, di nuovo a richiedere il Bis, stavi li anche dei quarti d’ora, ma la band non usciva, se n’era andata via. the Deep Purple, all’ultimo giorno di tournèe in Japan, dentro al teatro, i giovani giapponesi stravedono per quella rockband, il mitico Mark II, che anch’io ho avuto la fortuna di vedere live a 17 anni, ma al Palasport di Genova. Li in Japan i ragazzi giapponesi dopo ben tre Bis della band, dopo mezz’ora dall’ultimo Bis, erano ancora li nel teatro, a urlare: Deep Purple, Deep Purple, per favore, per favore, vi prego, ancora una canzone. Al che, quando uno dell’entourage è venuto fuori sul palco a avvisare che the Deep Purple non stavano più li, ecco che si scatenò il finimondo. Più niente è rimasto integro di quel teatro, tutto distrutto, e quando dico tutto è ancora poco. Se avete occasione, guardate i filmati di quel live) questa mattina Fiore ha firmato, e per la seconda volta di fila, ha scritto il suo nome nel Albo D’Oro di questa gara. Sempre più, mi faccio l’idea che, Fiore è forte atleta e di grande caratura nelle corse nel bosco di bassa montagna, ma sempre più convinto che, la pianura è il terreno dove esprime al meglio le sue potenzialità. Stessa cosa di Pietro, forte atleta in gare su terreno di montagna, ma in pianura ha una marcia in più. Nella gara al femminile, è stata una forte atleta di pianura a confermare la sua grande caratura in gara pianeggiante. Angela ha fatto settimo posto assoluto, che, compreso gli uomini, vuol dire performance gara intorno allo 0,80. Voi trovatemi atleta (tra l’altre cose, molto bella e simpatica come belle e simpatiche sono le tante atlete che praticano il running) donna che arriva a fare performance gara assoluta intorno a 0,80 poi ne parliamo. (e più la classifica è corta, più le donne sono penalizzate) Daniela (l’abbronzatura ha valorizzato ancora di più la sua bellezza) è appena ritornata dalle vacanze in Sardegna, ma non si direbbe, anche questa mattina ha timbrato il cartellino al secondo posto, posto che ha fatto abbonamento? Dietro, a seguire, altre cinque belle ragazze, cinque gran belle donne: Laura, Melania, Anna nello spazio di 30”, più o meno, un po’ più dietro, Consuelo e Svitlana. Poi, son contento di aver visto calzate da altro forte atleta, (un forte triathleta) le calze tecniche griffate Amici Torneo Podistico. Calze che anche questa mattina sono state oggetto in natura che stava nel montepremi. Purtroppo ci sta piccolo neo, è solo che piccolo neo, quello che anche questa mattina nessuna squadra ha raggiunto i 50pt. di minimo. (a questo proposito, ai RUN 5,45, gli spetta ancora la busta che hanno acchiappato a Serle) Piccolezza, quella che, dice che, adesso più nessuna squadra gioca per il simpatico gioco de “acchiappa la busta” Questa cosa della mancanza di squadre a giocare, viene fatta subito dimenticare dalla grande partecipazione dei “non competitivi”, questa mattina s’è stabilito nuovo record di partecipazione nel settore della fase non competitiva. Tante le belle atlete, tante e belle da rifarsi gli occhi, da lustrarsi la vista (alla mia età rimane solo quello) Sono belle ragazze e belle donne che tante, ho avuto modo di vederle e è stata la prima volta che le ho viste. Tra i non competitivi, tanti quelli che ho gran bel ricordo, dai, m’arrischio a sparare cazzata e, mi scuso con chi, e sicuro, che qualcuno lo dimenticherò, non è cosa voluta, è cosa di età? esatto. Ezio, in Ezio rivedo mio figlio Maurizio, ovvero, entrambi, fortissimi atleti fino alle giovanili. Però, in campestre, il suo terreno, anche solo tornando indietro un quindici anni fa, Ezio mi batteva. Adesso è un po’ che ha superato i 60’anni, un po’ più di me, ma, anche adesso, seppur, da non competitivo, non perde 1 colpo, non manca mai di fare la sua corsa la domenica mattina. A proposito di sua corsa, Ezio, con i suoi dell’Atl. Carpenedolo, è attivo anche come organizzatore. Ezio, la sua gara che ci tiene di più, la fa il 25 aprile e è gara che viene da lontano, da decine e decine di edizioni. Ai tempi, una delle gare più blasonate della provincia e non solo, diciamo che era diventata importante gara a livello interprovinciale, specie Cremonese, Mantovano e Bergamasco, oltre che Bresciano. Rimango in casa, per associazione, voglio ricordare anche il fratello: Giuseppe. Giuseppe e Dario, due dei veterani (ma quelli che sparo cazzate, sono tutti dei veterani, sono tutti dei miei tempi) della corsa a piedi, due colonne portanti della squadra di Desenzano, il S. Angela Merici e, anche loro, organizzano bella gara e che passa proprio dalla casa dove è nata e cresciuta S. Angela Merici. Ma dei due: Giuseppe e Dario, il ricordo più bello, quando abbiamo formato la squadra di staffetta a una gara serale a Castiglione: Il Giro Delle Due Piazze. Da squadra materasso alla partenza a mancare il podio di categoria per solo una manciata di secondi. Giovanni, un mio categoria che ai tempi viaggiava a 4′ a km, mi arrivava quasi sempre davanti. Cesare, uno dei fondatori del G.S. Mariele, ai tempi, forte atleta di categoria, ai tempi, campione provinciale di categoria, di mezza maratona. Ruggero, anche lui, ai tempi, viaggiava sotto i 4’a km. Carissimi, qui, con “questi nomi” stiamo parlando di un periodo importante della storia della corsa a piedi a livello amatoriale. Continuiamo. Sergio, uno dei più validi collaboratori che ho avuto la fortuna di avere. Sua la paternità del Giro Dell’Isolo Del Chiese. Sua la paternità del Giro Oltre Confine (che è anche la gara di domenica prossima) D’inverno alle quattro di mattino a segnare il giro e cartelli sulla tangenziale, lasciare il letto per il freddo, non ne trovi molti cosi, che quando fanno le cose, ci mettono dentro anche il cuore. Ritorno ancora alla gara, la gara più facile che ci sia. A segnare il giro a ore 5,45 e a finire di segnare erano ore 6,40. In 1 ora tutto finito e solo con farina. Evitato anche il recupero segnaletica, più bello di così. Però, il prossimo anno la facciamo diventare gara serale. Classifiche & Affini, tutto pubblicato. Adesso vado a ringraziare le persone che hanno dato e hanno aiutato per far si che, la gara partisse senza intoppi. Comune di Bedizzole e Comando di Polizia Locale di Bedizzole: GRAZIE. Famiglia Gheda: GRAZIE. Cosp Bedizzole: GRAZIE. Associazione Pro Eventi: Grazie. Melania e Andreina: GRAZIE. Andrea, Pierangelo, Milena, Mariele e Maurizio: GRAZIE. Nando e Daniele: GRAZIE. Un Abbraccio, Many Kisses, Vi Voglio Bene. CIAO (mauro) 

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